Erica Bisesi

In che modo l’espressività musicale dipende dalla struttura?

 

In una rinnovata collaborazione tra il Conservatorio “G. Verdi” e l’Università popolare di musica di Como, siamo lieti di presentare alla Casa della musica questo incontro straordinario con la ricercatrice del Centro di Musicologia Sistematica dell’Università di Graz, Erica Bisesi che da tempo studia i modelli matematici dell’espressività nell’esecuzione musicale.

Mercoledì 25 alle ore 16:30 terrà invece un’interessante masterclass al Conservatorio nell’ambito della rassegna Quadrivium. Questo il programma

 

Docente: Erica Bisesi
Date: giovedì 26 marzo 2015
Orario: 18:00 – 20:00
Luogo: Casa della musica

 

L’obiettivo di questo incontro è discutere le complesse relazioni tra l’espressività musicale ed i parametri strutturali (segmentazione delle frasi, accenti) e fisici (variazioni agogiche e dinamiche) che ne sono alla base.

Si inizierà discutendo un modello computazionale di salienza percettiva degli accenti (Bisesi & Parncutt, 2011; Bisesi, Friberg & Parncutt, 2014; Bisesi & Vicario, 2015) implementato in un software (Director Musices) per la modellizzazione automatica dell’esecuzione espressiva. Director Musices è stato sviluppato al KTH di Stoccolma negli anni ’80 (Friberg, Bresin & Sundberg, 2006), e recentemente esteso in modo da correlare le proprietà espressive di una performance non solo alla struttura globale di un brano musicale, ma anche a quella locale – come ad esempio gli accenti (Friberg & Bisesi, 2014). Nella nosta accezione, gli accenti musicali sono eventi locali che attraggono l’attenzione dell’ascoltatore e/o dell’esecutore, e possono essere di natura metrica, melodica, o armonica.

Secondariamente, si discuteranno altre direzioni comparando le predizioni del modello rispetto a diverse tipologie di dati sperimentali. In particolare, tratteremo della percezione di segmentazione e accenti in performance di alta qualità, in una selezione dai Preludi op. 28 di Chopin (Bisesi, MacRitchie & Parncutt, 2012); sul piano fisico, analizzeremo differenze e somiglianze nelle esecuzioni di questi stessi brani per mezzo di un nuovo approccio al trattamento del segnale in grado di estrarre le variazioni locali di tempo e dinamica dai dati audio (Bisesi & Cabras, 2014).

In terzo luogo, affrenteremo la questione di come queste possibili scelte interpretative si rapportino ai diversi contesti strumentali, prendendo in considerazione importanti interpretazioni della Sonata K.208 di Scarlatti su differenti strumenti (pianoforte, clavicembalo, arpa e chitarra) (Traube, Caron & Bisesi, 2014).